Location
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Via Santa Maria Arabona, 1, 65024 Manoppello PE, Italia
Via Santa Maria Arabona, 1, 65024 Manoppello PE, Italia
Abbazia cistercense fondata nel 1208 forse su un tempio dedicato alla dea Bona (culto latino derivato da quello greco per Demetra). Ridotta a commenda nel 1587 gestione e rendite vengono trasferite al collegio di San Bonaventura di Roma. Nel 1806 viene ceduta alla famiglia Zambra di Chieti. Dopo la rovina ed il degrado in cui la struttura viene a cadere, il monumentale complesso viene ripristinato e consolidato tra il 1948 ed il 1952 per essere poi ceduto nel 1998 alla Curia Arcivescovile di Chieti – Vasto.
La facciata è stata restaurata utilizzando mattoni di color rosso che spiccano sul grigio della pietra d'epoca: soluzione dal forte impatto visivo adottata per distinguere l' intervento effettuato dalle parti originali e per rendere più evidente l' incompletezza di questa parte dell' edificio.
L' interno, a tre navate con arcate a tutto sesto, presenta una tipologia architettonica che ricorda quella delle abbazie laziali di Casamari e Fossanova facendo ipotizzare l'intervento di “maestranze provenienti direttamente da Fossanova per edificare una chiesa della stessa matrice francese mentre ancora fervevano i lavori nell'abbazia laziale” (Moretti). La costruzione, iniziata nella zona presbiteriale, si interrompe alla prima campata generando nel visitatore l' impressione di trovarsi di fronte una chiesa a croce greca.
Da vedere: Il tabernacolo in pietra di fine XIII – inizio XIV secolo ( il solo di questo tipo conservato in Abruzzo); il candelabro per il cero pasquale posteriore a quello di S. Clemente a Casauria; gli affreschi dell'abside ( una santa - forse S. Caterina d' Alessandria – è raffigurata in quello più antico, della metà del XIV secolo, sulla sinistra; la Crocifissione con la Madonna e SanGiovanni è rappresentata al centro; la Madonna con Bambino è stata eseguita nel 1373 da Antonio di Atri nell' affresco di destra); la cappella di San Rocco che ha nella parete di fondo un affresco raffigurante la Deposizione (fine XV secolo) forse della scuola del Mantegna; la sala capitolare che è il resto più cospicuo del monastero.
Fonte: http://www.sanclementeacasauria.beniculturali.it