Location
-
Piazza Roma 13, 64041 Castelli Teramo, Italy
Piazza Roma 13, 64041 Castelli Teramo, Italy
Castelli rises at the foot of the Gran Sasso at 500 m. above sea level, in an apical position in the Vomano valley, it is one of the oldest villages in the Teramo Apennines. Already known before the Roman expansion in the territories of the "Italic peoples", Castelli has its history written in the toponyms of the area and in the popular tradition that wants it inhabited by the Sicilians, hence Valle Siciliana, and by other populations. In the Roman period, the town with the whole territory became part of the ager atrianus, essentially under the control of Atri, which in Abruzzo was the city most loyal to Rome. At the fall of the Western Roman Empire, like all the Italian populations most exposed to looting and invasions, the Abruzzo populations also took refuge in the mountains.
The inhabitants of the valley, in particular dividing into groups, occupied the highest and steepest hills of the Apennine mountains surrounded by woods. Hence the old toponym "Li Castelli" whose memory is testified today by the municipal coat of arms formed by three towers on an open castle. With the monastery of San Salvatore begins the Benedictine phase of the history of the castle and, in general, of the entire Vomano valley. With their presence the monks revived the scattered populations through prayer, the care of the woods, the value of culture, the 'use of clay for the construction of household utensils.. Over time, a different society emerged from the agro-pastoral one, more dynamic on a social and economic level, with a complex male and female organization.
During the Middle Ages the town was politically registered within the county of the de Pagliara family. In 1340 Castelli, the county of Pagliara and the Sicilian Valley passed under the control of the Roman family of the Orsini due to the marriage contracted between the daughter of Count Gualtieri and the baron Napoleone Orsini. A politically opposed feudal domain due to the effects that the wars between France and Spain for supremacy in Italy had in Abruzzo and more generally in the Kingdom of Naples. In a few years the valley first passed into the hands of Count Francesco Riccardi of Ortona, closer to King Ladislaus, then into those of Antonello Petrucci of the Counts of Aversa to then return, with the title of barony, in 1500, again under the Orsini in the person of Camillo Pardo. In 1524, after the definitive French defeat, the Orsinis lost the barony which went to the Duke of Sessa. In 1526, Charles V, now recognized as the undisputed emperor of the Holy Roman Empire, after having elevated it to the rank of marquisate, granted it, as reward for services rendered in the battle of Pavia, to General Ferrante Alarçon y Mendoza and his heirs. Castelli thus became part of the marquisate of the Sicilian Valley and remained there until the abolition of feudalism.
Under the Spanish castles opened to Italian and European trade.
Source: www.comune.castelli.te.it
Castelli sorge ai piedi del Gran Sasso a 500 m. s.l.m., in posizione apicale alla vallata del Vomano, è uno dei paesi più antichi e dell'Appennino teramano. Già nota prima dell'espansione romana nei territori dei "popoli italici", Castelli ha la sua storia scritta nei toponimi della zona e nella tradizione popolare che la vuole abitata dai siculi, da cui Valle Siciliana, e da altre popolazioni. Nel periodo romano il paese con tutto il territorio entrò a far parte dell'ager atrianus, in sostanza alle dipendenze di Atri, che in Abruzzo era la città più fedele a Roma. Alla caduta dell'Impero romano d'occidente, come tutte le popolazioni italiane più esposte ai saccheggi e alle invasioni, anche le popolazioni abruzzesi si rifugiarono sulle montagne.
Gli abitanti della vallata, in particolare dividendosi in gruppi, occuparono i poggi più alti e scoscesi dei monti dell'Appennino circondati dai boschi. Da qui il vecchio toponimo "Li Castelli" la cui memoria è oggi testimoniata dallo stemma comunale formato da tre torri su un castello aperto. Con il monastero si San Salvatore inizia la fase benedettina della storia castellana e, in genere, dell'intera vallata del Vomano.Con la loro presenza i monaci rianimarono le sparse popolazioni attraverso la preghiera, la cura dei boschi, il valore della cultura, l'uso della'argilla per la costruzione di utensili domestici.. Con il tempo venne fuori una società diversa da quella agro-pastorale, più dimanica sul piano sociale ed economico, con una complessa organizzazione maschile e femminile.
Nel corso del medioevo il paese è politicamente registrato all'interno della contea della famiglia dei de Pagliara. Nel 1340 Castelli, la contea di Pagliara e la Valle Siciliana passarono alle dipendenze della famiglia romana degli Orsini a causa del matrimonio contratto tra la figlia del conte Gualtieri e il barone Napoleone Orsini. Un dominio feudale politicamente contrastato per i riflessi, che le guerre tra Francia e Spagna per la supremazia in Italia, ebbero in Abruzzo e più in generale nel Regno di Napoli. In pochi anni la vallata passò, prima, nelle mani del Conte Francesco Riccardi di Ortona, più vicino al re Ladislao, poi in quelle di Antonello Petrucci dei Conti di Aversa per tornare, poi, col titolo di baronia, nel 1500, nuovamente sotto gli Orsini nella persona Camillo Pardo. Nel 1524 , dopo la definitiva sconfitta francese, gli Orsini perdettero la baronia che andò al duca di Sessa.Nel 1526, Carlo V, oramia riconosciuto l'incontrastato imperatore del sacro romano Impero, dopo averla elevata al rango di marchesato, la concesse, come ricompensa ai servizi resi nella battaglia di Pavia, al generale Ferrante Alarçon y Mendoza e ai suoi eredi. Castelli così entrò a far parte del marchesato della Valle Siciliana e vi restò fino all'eversione della feudalità.
Sotto gli spagnoli castelli si aprì al commercio italiano ed europeo.
Fonte: www.comune.castelli.te.it