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    GIULIANOVA

    Città di Giulianova

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    Location

    • Giulianova, Teramo, Italy

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    Galleria

    Tags

    • Giulianova

    English Description

    THINGS TO SEE:

    - ARCHAEOLOGICAL MUSEUM TOWER "LA ROCCA";

    - CAPPELLA DE' BARTOLOMEI MUSEUM;

    - SPLENDOR ART MUSEUM FOUNDATION;

    - ART GALLERY HOUSE-MUSEUM "VINCENZO BINDI";

    - SCULPTURE HALL "RAFFAELLO PAGLIACCETTI" ;

    - SHRINE MADONNA OF SPLENDOR ;

    - MUSIC MUSEUM "GAETANO BRAGA";

    - CHURCH OF SANTA MARIA A MARE;

    - CATHEDRAL OF SAN FLAVIANO.

    Human presence in the territory of Giulianova dates from the Neolithic period. In fact, the discovery of spherical clay weights with a central hole testifies to the frequentation of the area by prehistoric or protohistoric peoples devoted to fishing. However, the origins of Giulianova date back to the years immediately following Rome's conquest of the mid-Adriatic belt, with the founding around 290 B.C. of Castrum Novum Piceni. For the new maritime colony, the second of the Superum Mare, a geologically stable terrace near the Tordino River was chosen, with a longitudinal axis parallel to the coast, most likely previously occupied by a Picenian center, called Batinus or Batia, of which some significant finds, especially fragments of Messapic pottery, cups and ointment jars, document the intense contacts with the areas of Apulia.
    Although there is a lack of secure documentation related to the urban walls, nevertheless it is conceivable that Castrum Novum Piceni, whose layout seems to deviate significantly from the usual urbanistic parameters of Roman colonies, was fortified by pandering to the natural defenses of the terrain, primarily the edge of the plateau, while the small connecting saddle with the highest part of the orographic system, at the northern edge of the present cemetery, was appropriately deepened and transformed into a moat, thus eliminating the only vulnerable sector present in the protective apparatus.
    The access points were chosen according to an optimal relationship between urban layout and interregional connections: in the direction of Rome by means of the Via Cecilia, and via the Salaria to the other centers of the Adriatic coast.
    The city, which was founded as a stronghold to exercise a penetrating maritime control, became an important road junction and was equipped with a port facility thought to extend both to the left and right of the river, also played, thanks to its strategic position, a relevant commercial role.

    Source : www.comune.giulianova.te.it

    Descrizione

    COSE DA VEDERE:

    - MUSEO ARCHEOLOGICO TORRIONE "LA ROCCA";

    - MUSEO CAPPELLA DE' BARTOLOMEI;

    - FONDAZIONE MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE;

    - LA PINACOTECA CASA-MUSEO "VINCENZO BINDI";

    - SALA DI SCULTURA "RAFFAELLO PAGLIACCETTI" ;

    - SANTUARIO MADONNA DELLO SPLENDORE ;

    - MUSEO MUSICALE "GAETANO BRAGA";

    - CHIESA DI SANTA MARIA A MARE;

    - DUOMO DI SAN FLAVIANO.

    La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico. Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia.
    Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo.
    I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
    La città, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale.
    Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
    Ricordato come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri.
    Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

    Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale piazza della Libertà.

    Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. E’ qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni.
    E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty quindici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale.
    Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

    Fonte: www.comune.giulianova.te.it

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